Codice degli Appalti Pubblici e Concessioni: approvato in via preliminare dal Governo il testo del decreto

Lo scorso 3 marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il nuovo “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione”, il decreto legislativo unico che recepisce le direttive europee sugli appalti e riordina la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, dopo l'approvazione della delega da parte del Parlamento del 14 gennaio scorso.

Non è previsto come in passato, un regolamento di esecuzione e di attuazione, ma l’emanazione di linee guida di carattere generale, da approvare con decreto del Ministro delle infrastrutture su proposta dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e previo parere delle competenti commissioni parlamentari.

“Il nuovo testo – commenta Giovanni Lovato, presidente della Categoria Edili di Confartigianato Vicenza – è sicuramente più compatto, contando “solo” 219 articoli rispetto all’impianto precedente che, tra Codice e Regolamento di attuazione, arrivava a oltre 600 articoli. Ma il fatto più importante per le nostre imprese è che finalmente vengono recepiti i principi che possono rimettere in gara anche le piccole realtà artigiane.” In particolare, il Presidente Lovato segnala una serie di aspetti previsti nell’attuazione della delega che vengono incontro in particolar modo al mondo dell’artigianato: l’obbligo, da parte della stazione appaltante, del pagamento diretto dei subappaltatori alle microimprese e in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore o su richiesta del subappaltatore; la suddivisione in lotti di lavorazione o prestazionali per garantire alle micro e piccole imprese l’effettiva possibilità di partecipare agli appalti; la possibilità di ricorso generalizzato al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; l’esclusione del ricorso al solo criterio del massimo ribasso per le gare ad alta intensità di manodopera; la riduzione degli oneri documentali a carico delle imprese in un’ottica di semplificazione; per il subappalto, l’eliminazione dell’obbligo di nominare la terna nel sottosoglia.

Lovato non nasconde tuttavia anche alcune criticità della nuova norma, come il mancato aumento della soglia per gli appalti SOA, che nel testo circolato prima del Consiglio dei Ministri era stato indicato in 1 milione di euro è che invece è stato poi ricondotto al livello attuale, 150.000 euro.  Altri punti deboli riguardano poi l’eccessiva discrezionalità che viene concessa alla Stazione Appaltante in alcuni ambiti e che si confida venga attenuata dalle disposizioni operative fornite dall’ANAC.

Il testo del Dlgs è stato trasmesso al Consiglio di Stato ed alla Conferenza unificata che dovranno esprimere il loro parere entro 20 giorni; contestualmente il testo è stato inviato alle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunceranno entro trenta giorni.

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